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Scienze del turismo: viaggio negli atenei tra teoria (molta) e pratica (poca)

Leggendo il titolo dell’articolo potreste pensare: “perchè un Academy post diploma/laurea si mette a scrivere un articolo sulle Università?” La risposta è semplice; forse non è ancora chiaro che, nonostante un percorso accademico sia importante per ottenere una base di conoscenze (turistiche, nel nostro caso) non è assolutamente sufficiente per lavorare nelle imprese turistiche (e spesso gli stage lasciano il tempo che trovano).
Abbiamo coinvolto nella realizzazione di questo articolo tre allieve dell’Academy provenienti da corsi universitari in Scienze del Turismo ed ecco quello che ci hanno raccontato.

Le Scienze del turismo nella teoria universitaria

“Ho deciso di frequentare il corso triennale in scienze del turismo in una facoltà che mi è sempre stata pubblicizzata come una delle migliori università italiane del settore, che vanta collaborazioni con varie università nazionali e straniere.
Le materie oggetto di esame si incentravano molto sull’economia e le scienze politiche, spaziando tra materie utili al settore, come marketing del turismo o legislazione turistica, e altre meno inerenti al nostro corso di studi, come ad esempio micro o macroeconomia, considerate da me e dai miei colleghi come “materie tappa buchi” per poter raggiungere il numero di CFU annuali obbligatori.
In particolare, tranne che per qualche progetto di gruppo, l’università dà solamente nozioni teoriche in campo turistico, senza preparare in alcun modo lo studente al mondo del lavoro. Ciò che ho imparato è dovuto solamente ai tre mesi di stage che ho svolto presso un tour operator.
Quello che manca a qualsiasi università italiana del settore turistico è quindi una preparazione pratica in tutti i campi del turismo, dall’accompagnamento, alla realizzazione di pacchetti viaggio, all’utilizzo di strumenti informatici per le prenotazioni aeree, alberghiere e di qualsiasi altro servizio turistico.
Un ultimo aspetto negativo, a mio avviso, è quello delle lingue straniere; ancora oggi, in un mondo globalizzato dove conoscere le lingue è fondamentale, si continua a dar maggiore spazio ad altre materie ritenute più importanti, come l’economia o la storia dell’arte, senza dare agli studenti la possibilità di approfondire lo studio di una o più lingue straniere (coloro che vogliono accrescere le competenze in queste materie possono frequentare corsi di lingua a pagamento presso istituti convenzionati con l’ateneo).
Tutto questo mi ha spinto a cercare un Master che si allontanasse dalla visione di una preparazione prettamente teorica, ma che invece mi permettesse di mettermi in gioco per mostrare quelle che sono le mie qualità e il modo in cui riesco ad applicarmi in maniera pratica a questo settore.”

corso di laurea in scienze del turismo
I corsi accademici in Scienze del turismo sono importanti per ottenere le basi teoriche, per il mondo del lavoro occorre altro.

L'economia e la sociologia del turismo non bastano

“Nonostante mi sia trovata benissimo sia a livello di lezioni che a livello di organizzazione generale, devo dire che il corso di laurea in Scienze del turismo da me frequentato, a parer mio, non prepara adeguatamente ad affrontare il mondo del lavoro e non forma e guida gli studenti che vogliono diventare agenti di viaggio o collaboratori di tour operator. Il corso infatti è totalmente basato sulla teoria e non sulla pratica, cosa fondamentale per saper lavorare in questo campo; vengono si insegnate molte nozioni (ovviamente importanti) facenti parte della sfera economica e sociologica, ma niente di tutto ciò viene messo in pratica e provato con mano.
Per esperienza personale posso dire che ho riscontrato problemi nel momento in cui mi sono trovata a fare uno stage presso un’agenzia di viaggio e ho avuto serie difficoltà a seguire la mia tutor nelle operazioni di prenotazione dei servizi turistici. Per colmare queste carenze ho deciso di intraprendere un Master e Adventure Travel  Academy mi sta dando le conoscenze pratiche che servirebbero nel campo turistico.”

formazione nel turismo
Teoria (spesso troppa) e pratica (spesso troppo poca) rendono i corsi universitari poco orientati al "fare" turismo.

Il mondo del lavoro chiede quello che gli atenei non insegnano

“A 18 anni, fresca di diploma scientifico, le prime esperienze all’estero da sola hanno cominciato a sviluppare in me una profonda passione per i viaggi e la scoperta del mondo. Decisi di progettare un futuro nel campo del turismo e, per questo motivo, mi sono iscritta ad un corso triennale in Scienze del turismo e, successivamente, al corso magistrale in turismo, offerto dallo stesso ateneo.
Un corso di Laurea ben strutturato, di cui ho apprezzato moltissimo le svariate possibilità di esperienze all’estero proposte: grande promozione dei programmi europei Erasmus, esperienze extra-continentali e incentrate sul turismo a cui ho partecipato con grande interesse ed entusiasmo. L’offerta formativa è stata incentrata prevalentemente sullo studio sociologico, economico e geografico del turismo e ampissimo spazio è stato dato al tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale e al turismo responsabile. Tantissimi libri, tantissimi consigli, tantissime nozioni veicolate da professori competenti ed esperti del campo turistico.
Poco prima della Laurea, durante un’esperienza di stage, mi sono accorta che tutte le competenze acquisite durante i cinque anni in università erano prettamente teoriche: ho avuto la fortuna di avere colleghi e responsabili molto disponibili, che mi hanno seguita step by step per realizzare ciò che mi veniva richiesto.
Mi rendo conto, però, che la maggior parte degli annunci di lavoro nel campo turistico richiedono una serie di requisiti esperienziali specifici. Già dai primi giorni di Master con Adventure Travel Academy, ho notato di non aver mai provato a quotare un pacchetto turistico prima, così come non avevo mai avuto modo di accedere ai GDS per la prenotazione aerea (ho acquisito il certificato di Amadeus giusto ieri, grazie alla collaborazione tra l’Academy e il tour operator Volonline).
Nel caso del mio ateneo, la possibilità di approfondire in modo pratico alcuni argomenti specifici era limitata a proposte laboratoriali molto brevi, non obbligatorie e intercambiabili con altre lezioni: molto spesso sono stata costretta a rinunciare ad un laboratorio perché gli orari si sovrapponevano con quelli di altre lezioni.
Penso sia necessario ampliare l’offerta formativa universitaria inserendo attività più pratiche, che facciano toccare con mano agli studenti quello che affronteranno dopo la Laurea, nel mondo del lavoro. Sarebbe sicuramente una marcia in più per iniziare a lavorare in modo competente e consapevole.”

Le testimonianze potrebbero essere molte di più ma la sostanza, più o meno, rimane la stessa.

Che ne dite? Forse è il caso di prepararsi in modo diverso. Scoprite come.

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